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La Gallina Saccente
Un cuore d’oro è già per se stesso un tesoro.
Disse il Corvo Saggio alla sua comunità, come ogni giorno riunita ad ascoltare le sue perle di saggezza, mentre una Gallina Saccente e spiona ascoltava e riportava nel suo pollaio, ma poichè era poco intellingente delle parole rubate non ci capiva niente e quando le riferiva un pò le sovvertiva:
Un gran tesoro, vi è in un cuore d’oro.
Disse la Gallina alla sua comunità, anche stavolta le era andata bene, aveva ascoltato, rubato e riportato ma il senso non aveva cambiato. Il reato non ci sarebbe stato se al prossimo avesse confessato che quelle parole non nascevano dal suo fiato, invece era solita prendersi tutto il merito. La Gallina era scorbutica scontrosa, spesso irosa, non sopportava il pigolio dei pulcini, e aveva la puzza sotto il naso per ogni cosa, ma da quando proferiva parole intrise di tale saggezza nel pollaio le veniva perdonata ogni nefandezza . Il Corvo Saggio ben conosceva la fama della Gallina, e sperava che prima o poi smettesse d’essere tanto Saccente. Giunse un altro giorno e il Corvo Saggio disse:
Non c’è oro, in chi dell’ascolto non fa tesoro.
Quelle parole non erano state dette a caso, il Corvo sperava facessero breccia nel suo cor di corteccia. La Gallina era come ogni giorno appollaiata, fintamente distratta nel lisciarsi lo scialbo piumaggio, ascoltò, non capì e nel pollaio fuggì.
Tesoro non vi è, laddove ascolto non c’è.
Ed anche stavolta le era andata bene, aveva ascoltato, rubato e riportato ma il senso non aveva cambiato, ormai l’intero pollaio era convinto che quella Gallina avesse nel cor la Scintilla Divina.
Gallina la tua saggezza Divina, ci guida verso una miglior vita. Da oggi tu sarai servita e riverita, chiedi e ogni cosa ti verrà data.
Disse il Gallo alla Gallina Saccente.
Ebbene finalmente lo avete capito, gradirei una tunica cucita con fili d’oro, che venissero allontanati i pulcini che pigolano a me troppo vicini, che venga costruito un palco dal quale ogni giorno io vi illuminerò.
Che sia!
Disse il Gallo. Mille galline si predisposero ad intessere una tunica tutta d’oro, i pulcini furono allontanati da dove la Divina Gallina camminava, ma alla comunità qualcosa già non tornava, se era un messo di luce, perchè nella vita quella gallina non aveva e non dava pace?
Il Corvo alla notizia, andò su tutte le furie:
Come dite la Gallina e stata insignita Divina?
Stanco di questo suo continuo imbrogliare, alla Gallina una lezione volle dare con l’unanime consenso popolare. Un altro giorno iniziò a sputare , e il Corvo la sua saggezza prese a veicolare, ma nelle sue parole stavolta ci intrise il male:
Il prossimo non lodo, nel suo cor risiede un chiodo.
Poi fece un attimo di sosta voluta, che la Gallina frettolosa neppure intese, aveva ormai memorizzato le parole e doveva correre nel pollaio per essere di nuovo acclamata ed inneggiata. Il Corvo conosceva ormai talmente bene le sue abitudini che seppe usarle a suo favore. E quando la Gallina era ormai lontana il Corvo Saggio completò il suo dire:
Un chiodo da estirpare, perché in ogni Vita esiste il bene e il male.
La saggezza del Corvo era cosa risaputa, e confermata anche dalle sue regole di vita, nei suoi atteggiamenti, nella sua disponibilità e nella sua gentilezza verso tutto e tutti. La Gallina di rientro nel Pollaio, trovò pronta la tunica d’oro, la indossò salendo sul palco, ordinò il silenzio, schiarendosi la sua voce disse:
Non vi lodo, voi siete un chiodo!
Il sorriso che sino a quel momento aveva dipinto i volti del suo pubblico in attesa delle sue perle di saggezza, si spense e la Gallina si rese conto d’aver detto qualcosa che non andava. Immediatamente una nuvola di insulti s’innalzò dal pubblico, che non ebbe la bontà di attendere che la Gallina si giustificasse, perché la stessa nel vivere non si era conquistata il rispetto di nessuno, aveva modi burberi e manie di grandezza, e solo in quelle parole rubate aveva trovato fortezza.
La raccolta dei pomodori era passata da un mesetto e la comunità di corvi, gente sempre previdente ed intraprendente, ne aveva conservato gli scarti, cioè pomodori marci e un po’ toccati per un occasione speciale, ebbene quella occasione era giunta. L’intera comunità di Corvi si trovò per “caso” a passare nei pressi del pollaio, mettendo quei pomodori a disposizione del pollaio inferocito ed in pochi attimi la Gallina Saccente fu completamente coperta da una poltiglia di pomodori puzzolenti.
E fu in quel momento che il Corvo Saggio disse:
La Vita insegna, non basta proferir parola per aver nella vita la gloria. Le parole dette dovrann aver provenienze certe, e il loro dire dovrà essere specchio del fare, perché se d’oro nel parlar ti vesti, i tuoi modi dovran essere diversi.
Un gran tesoro è in un cuore è d’oro,
ma non vi è oro in chi dell’ascolto non saprà far tesoro. _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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La profezia dei Giganti
Il Fiume cantava al Cielo:
Cielo fa che cada il velo, il tuo progetto non svelerò lo prometto, alla tua volontà mi rimetto, nel mio cor un segno aspetto!
E nello scorrere nel suo letto il fiume continuò a cantare, una saggia Quercia ne ascoltò il canto e di quella musica ne seguì l’incanto:
Mi piace tanto il tuo canto lo imparerò ed anche io lo canterò.
Ed anche la Quercia prese a cantar al Cielo:
Cielo fa che cada il velo, il tuo progetto non svelerò lo prometto, alla tua volontà mi rimetto, nel mio cor un segno aspetto!
I Passeri ascoltarono della Quercia il cantar al cielo e di quel canto ne seguiron l’incanto:
Ci piace tanto il tuo canto lo impareremo e per il mondo lo porteremo. Cielo fa che cada il velo, il tuo progetto non sveleremo lo promettiamo, alla tua volontà ci rimettiamo, nel cor un segno aspettiamo!
Il canto del passeri riempì il cielo del mondo ed improvvisamente ogni cosa vivente fu cullata dall’incanto di quel canto. Dal cielo cadde il velo e il mondo conobbe il mistero, uno specchio grande quanto il mondo rifletteva della vita ogni minuto e ogni secondo.
Tutti alzarono il capo al cielo e videro vite piegate, plagiate, spezzate, vendute e umiliate, videro uomini piangere per fame, per disperazione, tanti bambini nati e a morire destinati, solo perché da un falso credo si era stati ingannati, videro sangue rosso versato in cambio di sangue nero, videro leggi fatte solo per portar i reggi, videro, capirono e il cuore piangere sentirono. Videro inoltre che i Grandi della Terra in cielo erano inesistenti ed avevano la forma di serpenti, e invece uomini Piccoli che in terra non avevan mai trovato serra, in cielo erano dei Giganti, Colonne Portanti.
E la Voce disse:
Cercateli sono tra voi, nei loro cuori celato vi è il tesoro!
Apparve poi un Sentiero Dorato e i Giganti che erano tanti andarono avanti, superando le false pretese, e le nefaste e sotterranee intese, compirono da soli grandi imprese e dal sentiero cantaron del mistero:
Questo è un cammino santo, sarà il tuo cuore a svelarti il canto!
La gente del mondo sentì nel profondo, il cuore ripetere quelle stesse parole, e qualcuno disse:
Questo è il segno!
E fu così che gli Uomini abbassarono gli occhi dal Cielo e presero a cercare i Giganti, sapevano che in terra non erano persone importanti, non possedevano oro, ne rubini e neppure diamanti, ma nel loro cuore svelato era il mistero, loro conoscevano la strada per il sentiero. _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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L’Invidia è la Stima vestita di perfidia
Nell’Univoca Dimensione dell’Universale Visione,
è il Sorgere da ogni prigione che vi darà ragione.
L’Ottuso
L’Ottuso è un Uomo che volontariamente l’Orecchio ha chiuso.
L’Invidia
L’Invidia è la Stima vestita di perfidia.
La Genesi
La genesi di ogni “fiorire” affonda le sue radici nel “morire”.
Il Peso
Degli altri carico non puoi farti, se il peso di te stesso mal sopporti. Solo chi di se stesso porta il peso, a gli altri sarà sinceramente proteso.
L’Ambizione
L’Ambizione è quella finzione, che l’umana nudità veste di illusoria notorietà.
Il Tuono
Corre l’Uomo appresso al tuono, per non ascoltar di se il frastuono.
I Passi
Chi degli altri calca i passi vorrebbe della vita scansar i sassi, ma i cammini son sempre diversi anche quando i passi son gli stessi.
Umiltà
La troppa Umiltà è anch’essa figlia della Vanità.
Il volta bandiera
Il volta bandiera trova sempre maniera di mostrar propensione sincera anche quando cambia schiera.
L’Obeso
L’Obeso non sente del suo corpo il peso, è proteso a quel che alla vita sembra toglier “peso”. Nel cibo la sua mente troverà conforto, ma la sua anima non vi troverà porto.
L’Ipocrita
L’Ipocrita è un cuoco, che ben conosce le regole del gioco, ti invita a mangiar poco e sotto la sua pentola accende spesso il fuoco.
Controvento
La Vita è un tormento per chi si muove sempre controvento, meno tormentoso è ogni avvenimento se impari a cavalcare il vento.
Guarda lontano
Guarda sempre lontano prima di allungar la mano, solo quello che avrai negli occhi poi tocchi.
Alza lo sguardo
Col capo sempre chino vivrai delle mire di un bambino, col capo sollevato avrai guardato laddove il tuo percorso è tracciato. _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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La piccola anima e le tre tazze
L’Anima non è un biscottino! Dov’è scritto che bisogna immergerla nelle tre tazze?
Una Piccola Anima era arrabbiata con la mano che continuava ad immergerla nelle tazze, e mentre ancora aveva le parole tra le labbra un altro tuffo nelle nere acque della prima tazza, l’Anima chiuse la bocca per non berne e come in apnea attese senza fiato che la mano la riportasse fuori dalla tazza. Così accadeva tutte le volte un immersione, l’apnea e poi di nuovo fuori dalla tazza.
B A S T A A A!!!!
Urlò la Piccola Anima una volta fuori.
Se avessi i piedi ti darei un calcio, se avessi le mani ti schiaffeggerei, se avessi i denti ti morderei.
Intanto…era di nuovo fuori dalla tazza ma pochi furono gli istanti, che la Mano ridiscese e per immergerla nella seconda tazza, colma delle mille verità. E di nuovo la Piccola Anima chiuse la bocca per non berne, pochi momenti e poi di nuovo fuori. L’Anima era rammaricata ma nel contempo rassegnata e questa volta non parlò più.
Questo rito ormai si ripeteva da troppo tempo, le tre tazze erano lì che facevano bella mostra sul tavolo della Vita, ma lei veniva puntualmente immersa solo in due, la tazza del Buio e la tazza delle Mille Verità e da entrambe le tazze si era sempre rifiutata di bere. Ma della terza tazza non sapeva nulla ed allora colta da improvvisa curiosità, le si avvicinò e mentre i suoi occhietti vagavano nel suo interno che all’apparenza sembrava vuoto, la Mano la spinse facendola cadere dentro.
La Piccola Anima chiuse immediatamente la bocca, pronta alla solita apnea,ma questa tazza sembrava non contenere liquidi che avrebbero potuto soffocarla, sembrava contenere pura e limpida aria. L’Anima aprì gli occhi e la bocca e con sorpresa si ritrovò in un luogo, pieno di spazio, dove una Voce la raggiunse attraverso le mille bolle d’aria che sembrano quasi carezzarle la pelle.
Benvenuta Piccola Anima.
Fai presto a parlare!
Disse l’Anima frettolosamente.
Perché?
Rispose la Voce serenamente.
Perché tra un attimo la Mano verrà a portami via, forse non sai, ma noi Anime siamo usate come fossimo dei biscottini.
Capisco, tu saresti come un biscottino che s’intinge in una tazza di latte? E questa Mano che ti immerge impietosa, di chi sarebbe?
Ma come non sai di chi è, la Grande Anima del Mondo?
Disse l’Anima.
Quindi correggimi se sbaglio, tu sei una Piccola Anima, e la Grande Anima del Mondo ti immerge nelle tazze come un biscottino, ma perché dovrebbe farlo?
Questo non lo so!
Rispose l’Anima pensierosa.
Un motivo ci sarà, ma lo sai a noi non è dato di conoscerlo, forse potremmo intuirlo con un pizzico di fantasia., forse il tormento potrbbe essere una strada, per far giungere al cuore quel fermento in grado di elevare le Anime, dal piccolo e cieco cammino sino alla strada che congiunge ai Cieli, quella che ci porterà a vedere le cose attraverso la giusta luce. Chissà..
Disse l’Anima sognante.
Le tue parole sono poesia, Piccola Anima e dov’è che avresti appresa tanta saggezza?
Non lo so, nel tempo sono diventata così!
Disse la Piccola Anima.
E tu pensi che niente abbiano a che fare le tue frequenti immersioni nelle tazze? Che si diventi quel che oggi sei, così automaticamente?
Che dirti Voce a noi non è dato di sapere!
Se oggi sei in questa tazza è perché ora lo puoi comprendere.
Ti ascolto.
Rispose la Piccola Anima con voce mite.
Non si diventa quel che sei senza che ogni tua cellula sia stata impregnata dalle acque putride dell’Errore, ma non avresti compreso l’errore senza immergerti nelle acque delle Mille Verità. Non si diventa quello che sei senza aver ascoltato e cantato al suono delle due campane. E tu Piccola Anima non ti saresti mai volontariamente immolata, avevi bisogno di una spinta per crescere, ma come vedi alla terza tazza ci sei arrivata da sola.
E’ vero ci sono arrivata da sola, ma anche qui sono stata spinta…
Ti saresti mai tuffata?
Chiese la Voce.
Non sono mica pazza? Non ci si tuffa volontariamente in una tazza.
Rispose la Piccola Anima, poi alzò il capo come in attesa di qualcosa.
Cosa aspetti?
Chiese la voce.
La Mano? E’ logico!
Disse senza calare lo sguardo.
Sono destinata a fare il bagno di “salute” nelle tazze, e tra poco verrà a riprendermi, ne sono sicura!
Disse triste e rassegnata.
La Piccola Anima aspettò un giorno, due giorni, tre giorni ma la mano non scese più…e allora colma di sorpresa disse incredula:
Scusa Voce ma la Mano? Mi ha lasciata in questa tazza?
Ora che hai maturato comprensione, non occorre più che tu venga immersa nelle altre tazze…io sono l’Arianascente che inebrierà di vita ogni tuo istante, porta alla luce il tuo Diamante.
Disse la Voce.
E fu così che la Piccola Anima si accese di gioia vera e visse della sua luce per sempre. _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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Un Solo Essere Danzante
Le torri di fumo diffondevano ovunque profumo, le case non erano scatole chiuse ma grandi prati di fiori variegati, animali uomini e piante sembravano essere un solo essere danzante.
Ma dove son finita!
Disse un Entità che ancora non si era definita.
Laddove si sceglie la Vita!
Disse nel Vento una Voce Infinita.
E l’Entità chiese:
Voce ma come si fa a sceglier la Vita, se non l’ho mai sentita?
Va è saggia la Vita ora che sei essenza indefinita, e tra sette lune d’argento tornerai ad esser parte del Vento.
L’Entità indefinita prese a muoversi dentro e fuori la Vita, le sette lune d’argento passarono ahimè in un momento, ma quel fermento le rimase dentro anche quando fu di nuovo nel Vento.
Entità indefinita ora scegli la Vita!
Disse la Voce infinita.
E l’Entità rispose:
La Vita mi inebria, laddove scelta dovrebbe fiorir ancor scorgo nebbia, che sia il fermento che mi porto dentro a darti la riposta o voce del Vento.
E la Voce infinita disse:
La scelta è fatta, scenderai al mondo come un bimbo giocondo, li vedrai torri di fumo che diffonderanno ovunque veleno, le case saranno scatole chiuse, animali, uomini e piante non ricorderanno di essere un solo essere danzante, quella si chiama Realtà ma nel tuo Cuore è la Verità. _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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IlBuioDentro vedo il traguardo

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L’Invidia è la Stima vestita di perfidia
La troppa Umiltà è anch’essa figlia della Vanità.
L’Invidia è la Stima vestita di perfidia.
INSUPERABILMENTE VERE... _________________ La luce e il buio hanno entrambi il diritto di esistere: la perfezione non è umana. Guarda negli occhi il tuo lato oscuro e sorridigli: solo cosi potrai ammansirlo.
P@tty |
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Una sola strada per il Paradiso
Una Tartaruga camminava lenta su di una lunga strada assolata, di tanto in tanto si fermava cercando un po’ di refrigerio all’interno del suo guscio, e un Leprotto che passava di lì in tutta fretta, vedendola ferma, disse:
Se continui così non raggiungerai mai la meta, sei lenta e non hai alcuna speranza di tenermi testa.
La Tartaruga uscì dal suo guscio assonnata si guardò intorno e vide uno snello Leprotto che saltellava sul posto per non perdere il ritmo datogli dalla corsa, e rispose:
La mia natura non mi spinge alla corsa, ma al lento cammino, non ho nessun desiderio di superarti, non mi appartiene quel senso di sfida che invece ammala molti.
Non comprendo le tue parole, che significato ha una vita trascorsa con passo lento e senza sfide? Sto perdendo tempo prezioso con te, scappo, altrimenti qualcuno mi supererà. Addio Tartaruga non credo che ci rivedremo più!
Disse il Leprotto nel riprendere la sua forsennata corsa. La natura del Leprotto era quella di correre e non poteva comprendere chi era diverso da lui, sparì rapidamente all’orizzonte così come era apparso. La Tartaruga riprese il suo lento cammino fatto da tante tappe, accrescendo la sua già acuta osservazione, e il Leprotto corse, corse, sino alla fine della sua strada, senza dare troppo peso a tutto quel che gli era intorno.
Entrambi gli animali giunsero alla fine della loro strada e si ritrovarono insieme di fronte ad una porta, la stessa porta. Il Leprotto guardò la sua compagna e riconobbe in lei la Tartaruga:
Come hai fatto a giungere sin qui, tu che eri tanto lenta e osservatrice?
E tu Leprotto come hai fatto a giungere fin qui, tu che eri tanto veloce e distratto?
Entrambi risero, la porta si aprì ed un anguro li invitò ad entrare, dicendo:C
Che siate i benvenuti nella vostra casa. Ognuno percorre il proprio cammino seguendo le inclinazioni della sua natura, ma in fine si giunge tutti alla stessa conclusione. Le diversità non sono altro che un mezzo per comprendere la vita. Il confronto è uno degli esami che tutti prima o poi dobbiamo sostenere. Lo stesso confronto aprirà nuove frontiere alle porte all’amore ed è quello il Paradiso. Prego siete attesi.
Il Leprotto fece per prendere in braccio la Tartaruga, sapeva della sua lentezza atavica e voleva agevolarla nell’entrare in Paradiso, ma il Canguro disse:
Spogliatevi ora dei vostri abiti terreni, non sono necessari, qui non abbiamo pesi che ci rallentano nel cammino, siamo liberi di volare.
Ma i conti al Leprotto non tornavano e con voce stranita disse:
Scusa ma tu se un Cangurotto?
E il Canguro sorrise disse:
Sono solo travestito per essere il più vicino possibile a quel che gia conoscete, la mia vera natura è luce, entrate e potrete conoscere il senso delle cose.
La Tartaruga e il Leprotto entrarono in paradiso e la porta alle loro spalle si chiuse. _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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Fiori e Farfalle
La leggera brezza del mattino soffiò sul cuore di un Fiore che al risveglio era vicino, il cui seme era maturato nella notte del creato e tra mille lotte a se stesso rivolte. A quel tocco il Fiore si richiuse su se stesso ma i raggi del Sole presero a riscaldarlo sempre più, e rassicurato da quel calore che gli colmava il cuore, ricominciò a schiudersi. Quando il miracolo del fiorire ebbe a compiersi, non fu il Fiore a meravigliarsi del vivere ma il vivere a restare col fiato sospeso alla visione di tal bellezza e rarità. Quel giorno le Farfalle del vivere furono attirate dal suo intenso profumo e presero a volteggiarvi intorno colorandone il cielo, tanto che il Fiore stupito da quel volo pregno di luce e pace, disse:
Chi siete meravigliose creature?
Siamo esseri terreni che hanno maturato il loro volo nel buio bozzolo della comprensione e che infine hanno visto schiudersi le loro ali ,ed ora cantiamo la nostra canzone di speranza.
E tu chi sei?
Chiese in coro il leggiadro sfarfallio.
Non so!
Rispose il fiore chinando il capo leggermente e aggiunse:
Mia madre è la notte e mio padre il vento, so dirvi da dove nasco ma non so dove andrò, per questo ancora chi sono non so!
Il Sole sorrise alle parole del Fiore, mentre una donna fatta di nuvole apparve nel cielo, tutti alzarono verso quella luminosa visione. La Donna aveva lo sguardo lontano e volava veloce verso la luce, brividi percorsero il fiore e le farfalle come se un vento pregno di fermento gli soffiasse dal di dentro.
E il Sole disse:
L’armonica visione del vivere è compiuta, fiori e farfalle sono in cammino verso il vivere nuovo, la leggiadra creatura che avete visto con lo sguardo proteso al futuro è il vostro domani. Fiori e Farfalle, completeranno l’armonica visione del vivere, e voi avrete chiara la vostra missione.
Il fiore e le farfalle sentirono la voce del Sole parlare al loro cuore e nel ricordare la loro missione portarono luce alla Vita. Il mondo divenne fiore e il mondo divenne farfalla, nell’inseguire l’armonica visione di quella leggiadra creatura che sovrastava luminosa la vita con lo sguardo proteso al futuro del mondo. _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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Lo Stabile Sentiero
La serena vallata era in fiore, uccelli variopinti dalle lunghe code volavano di ramo in ramo, il limpido laghetto era immobile increspato di tanto in tanto da un lievissimo zefiro di primavera, Celo si guardava intorno stranita, come se tutto quel vedere non le appartenesse e sospettosa rivolse ad un fiore il suo dire:
Nobile creatura perché non tuona il cielo e di lampi non si avvede il lume?
Lampi e tuoni non appartengono a codesto vivere.
Rispose serafico il fiore. Celo sapeva che non era nella natura dei fiori mentire, ma dentro il suo cuore restava comunque il dubbio e pertanto camminò sino al laghetto.
Lago specchio vivente del mondo superiore, dimmi perché il vento non increspa le tue acque?
E il lago dalla sue profondità rispose:
Non vi è vento laddove regna sovrano il Sole.
Celo sapeva che il lago non poteva mentire, la limpidezza delle sue acque ne mostravano il fondale, ma sentiva ancora il dubbio girare ramingo per la sua anima e nello scrutare il cielo nella ricerca di un imminente tempesta, vide lo stesso ritornarle nella mente e nel cuore serenamente. Nel procedere si avvicinò ad un maestoso albero dalla folta chioma, che aveva tra i rami incastonato un grande cuore pulsante.
Albero, stabile dimora di questo grande cuore, perché le foglie della tua folta chioma non fremono al vento del vivere?
Preziosa è la luce del tuo essere, non soffia vento in codesto luogo.
Rispose il grande albero.
Cosa dice il tuo grande cuore del mio chiedere?
Aggiunse poi Celo
La pace dimora in codesto cuore che ha intrapreso lo stabile sentiero, e dei frutti raccolti solo alla sua serena comprensione dovrà riconoscenza. Celo il mondo di luce che circonda il tuo vivere è il risultato del fremere di un cuore ai tifoni della vita, ed oggi che lo stesso ha intrapreso lo stabile sentiero, sappi che non ci saranno più venti a scuoterlo.
In vero Albero credevo che la tempesta fosse alla porta di ingresso alla vita così come all’uscita?
Disse Celo.
Celo hai solo confuso i frutti del vivere con la tempesta, i sentimenti sono il fremere dell’animo alla luce dell’amore. Un cuore ricco saprà fremere sempre a quel vento, ma non lasciare mai che il tuo occhio confonda lo zefiro di primavera con le tempeste. Questo cuore sente l’armonia della vita nelle profondità delle sue viscere e di questo sentire ne sia orgogliosa la tua coscienza, non è da tutti arricchirsi nel semplice sentire e tu oggi sei ricca.
La luce del cielo ora brillava negli occhi di Celo, il dubbio era volato lontano, e con la pace nel cuore disse:
Questo luogo sarà il mio luogo.
E lo stabile sentiero divenne la via di Celo per sempre. _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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Le mille porte
Si aprirono le porte di una Vita che all’apparenza era stata una lunga e interminabile sentenza di inesistenza. Aurora superò la soglia e di vivere le venne immediatamente la voglia, ad accoglierla venne la Sorte e tra le dita stringeva le chiavi di mille porte.
Aurora è ora!
Disse mostrandole le chiavi del suo domani.
“Aurora era atterrita, quale chiave prendere tra quelle lunghe dita?”
Mille chiavi , mille porte e tra queste anche quella della Morte. Aprir dovrai tutte le porte se accetti l’invito della Sorte.
Aurora raccolse tutte le chiavi, la Sorte prese a guardarla con ammirazione.
Brava figlia, la Vita è un Castello dalle mille porte, e se la Sorte ti apre le porte devi saper accettare anche la morte.
Un grande castello si materializzò dinnanzi gli occhi di Aurora, che con rassegnazione mista a profonda intenzione disse alla Sorte:
Nella rinuncia c’è di sicuro la Morte, aprirò il più possibile porte!
Aurora prese ad aprire le porte una ad una, e al suo fianco si materializzò la Paura una donna scialba e oscura. Ogni qualvolta Aurora inseriva la chiave in una nuova porta, la mano della paura la bloccava ma Aurora era più forte della Paura, aveva dato la sua parola alla Sorte, avrebbe aperto tutte le porte sino alla morte. La Paura continuò ad abitarle il cuore, ma ciò nonostante Aurora non smise di aprir porte, ne aveva aperte ormai 500 quando la Paura prese a parlarle dal di dentro:
Sì più furba della Sorte hai ormai aperto tante porte, più vicina è la possibilità di trovar di fronte la morte!
Aurora ascoltò la voce della Paura e sentì nelle sue vene scorrere come un nefasto presagio che le annunciava la fine del suo viaggio.
La Vita è un grande Castello dalle mille porte, fermare qui il mio cammino vorrebbe dire scegliere il declino, promesso ho alla Sorte che apertp avrei tutte le porte, e manterrò quel che ho giurato fintanto avrò fiato!
Disse Aurora alla Paura. La Sorte sorrise e le vesti della Paura smise, Aurora continuò ad aprire le porte e quando ne ebbe aperte 999 tra le mani si trovò una sola chiave, diede un ultimo sguardo al suo Castello che aveva reso veramente bello, e nell’ascoltar le voci della festa che uscivano da ogni finestra aprì l’ultima porta. Ne superò la soglia e di viver le venne subito voglia, ad accoglierla trovò la Sorte che non aveva più tra le mani le chiavi di mille porte, ma un cuore grande e forte:
Ma non ci sono più porte?
Chiese Aurora e la Sorte nel consegnarle quel cuore grande e forte, disse:
Aurora non esiste la morte! _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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Sesso:  Età: 28 Registrato: 22/08/07 00:26 Messaggi: 7521
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La Colonna
Da bimbetta incerta
che dietro a una porta
il papà aspetta.
A Fanciulla in fiore
che per il primo amore
sente sussultare il cuore.
A gentil signorina
indecisa tra un pantalone e una gonnellina
per sentirsi più carina.
A donna adulta
che al fuoco della passione sussulta
ma non sempre infin esulta.
A donna matura
che consapevolmente abiura
perché altruista per natura.
Mille volti, mille mestieri
le donne di oggi
come quelle di ieri
cuori sinceri non senza misteri.
La donna
della vita è una colonna,
l’uomo porta i pantaloni
e la donna la gonna. _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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IlBuioDentro vedo il traguardo

Sesso:  Età: 49 Registrato: 19/09/07 01:07 Messaggi: 4212
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    _________________ La luce e il buio hanno entrambi il diritto di esistere: la perfezione non è umana. Guarda negli occhi il tuo lato oscuro e sorridigli: solo cosi potrai ammansirlo.
P@tty |
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angelonero Site Admin

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La Madre del Futuro
Le luci dell’alba accendevano i sentieri e nuovi tesori venivano alla luce, alberi secolari aprivano i loro cuori e antichi progenitori presero ad apparire nel passo accompagnando gli uomini verso la vita. Una Donna camminava svogliatamente verso il suo Futuro nello scorgerci un invalicabile muro, quando un Uomo Antico le si materializzò al fianco dicendo:
La luce della tua anima ha risvegliato il mio cuore sopito!
Uomo le tue fattezze non destano nella mia memoria alcun ricordo, chi sei? Io non ti conosco!
Chi sono non importa un giorno lontano io fui un uomo, ed oggi sono colui che ti accompagnerà sino alla porta del domani, offrimi la tua mano.
La Donna gli offrì la sua mano e riprese il cammino accompagnata dall’Uomo Antico.
So che non sei l’unico, quanti come te hanno ridestato il loro cuore per indicarci la via?
Chiese la Donna.
La Vita è il prezioso monile che porti al collo e ovunque scorgerai la stessa gemma brillare, ricorda che un Uomo antico affianca quella Esistenza. Non ci sarà Presente per la mente che abbracciato non avrà il suo Passato. Presente Passato e Futuro cammineranno insieme verso un unico orizzonte, perchè quel che all’apparenza è distante, invero è parte di un solo lunghissimo istante.
La Donna era assorta nel guardare dell’orizzonte la luminosa volta.
Uomo antico prima che ti incontrassi sul mio cammino, il Futuro appariva come un invalicabile muro, ma ora scorgo una luce gloriosa che il mio cuore sposa.
La Donna continuava a guardare estasiata la luce del suo domani, e mentre teneva stretta la mano all’Uomo Antico sentì qualcuno prenderle l’altra mano, fece per guardare e vide un bimbo piccolissimo che nel sorriderle a malapena riuscì a dirle:
Io sono il futuro!
La Donna ora non era più sola, camminò sul sentiero della sua vita accompagnata dal Passato e dal Futuro e dal suo orizzonte sparì il muro. _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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angelonero Site Admin

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Guardiamo all’Uomo o per meglio dire alla Donna
“La gerarchia sulla terra è in qualunque cosa, tutti sono capi tutti si credono superiori a qualche cosa. Gli uomini si credono superiori alle donne, la gente di città a quella di campagna, gli adulti ai bambini, gli umani agli animali e alle piante, e poi ci sono le razze, siccome è un grande pianeta ha avuto la deriva dei continenti e così sono comparse delle specie umane molto diverse, lontane tra di loro, allora il giorno che si sono incontrate le più degenerate si sono credute superiori ed è stato un massacro, ora sono i degenerati che comandano.” (Brano tratto dal film Il Pianeta Verde)
Per queste elezioni il mio invito è questo:
“Guardare all’uomo e non al partito”
Sono apolitica da sempre, fuori dagli schemi in tutte le mie scelte di vita, nel mio piccolo considerata una rivoluzionaria, una “diversa” ma ho abbastanza “materia grigia” per capire che la società è retta dalla politica, una realtà che non possiamo fingere di non vedere.
In questi ultimi giorni ho avuto il piacere di conoscere lo splendido cuore di Imma Orefice, una giovane donna impegnata da sempre nel sociale, che piena di speranze ha incominciato il suo coraggioso cammino verso questo “mondo di lupi” perché non darle una mano, la mia l’avrà! _________________ sugli angeli continuerà a piovere sino a quando non avranno aperto gli occhi per vedere la loro luce(Parisi Cleonice)
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IlBuioDentro vedo il traguardo

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